Ven04042025

Aggiornamento:11:25:14

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Europei Strada: il norvegese Kristoff brucia Viviani al fotofinish

 

 

Elia Viviani non riesce nel suo sogno (e di tutta l’Italia del ciclismo) di conquistare la maglia dell’Unione, per una questione di centimetri, se non di millimetri: “un tubolare…” dirà in conferenza stampa.

Volata doveva essere e volata è stata anche grazie al grande lavoro della formazione messa in campo da Davide Cassani per questa seconda edizione dei Campionati Europei Elite. Ha vinto il favorito principale, Alexander Kristoff, norvegese, 30 anni, velocista tra i più forti in circolazione.

Sul traguardo di Herning ha sfruttato, per sua stessa ammissione, l’ottimo treno azzurro messo in piedi negli ultimi chilometri per stoppare l’azione solitaria di Edvald Boasson Hagen, l’altra punta della formazione norvegese. E’ uscito allo scoperto negli ultimi 100 metri e controllato, fino al limite del consentito, il ritorno di Elia Viviani sulla sua destra.

Il campione olimpionico dell’Omnium non si è tirato indietro, non ha mollato di un centimetro, anche se la volata è sembrata per certi aspetti la copia di quella che vide, al Tour, coinvolti Sagan e Cavendish, con l’esito che tutti ricordano. Viviani ha cercato di recuperare sul norvegese, ma la sua rimonta si è fermata ad un centimetro, se non qualcosa di meno: “La squadra ha fatto un grande lavoro per mettermi nelle condizioni di poter fare la mia volata – ha detto in sala stampa–. Quando è partito Kristoff ho viso la possibilità di passare sulla destra e sono partito. Peccato, brucia perdere il titolo per un tubolare...”.

 

Il fotofinish ha ratificato qualcosa che già gli stessi protagonisti avevano intuito, ovvero la vittoria di Kristoff e il secondo posto di Viviani (al terzo è giunto l'olandese Moreno Hofland). Le scaramucce subito dopo l’arrivo tra il veneto e il neo campione continentale, sono subito rientrate, anche perché la giuria ha ritenuto tutto regolare.

La cronaca di questo Europeo è avara di elementi. La corsa ha ricalcato il copione delle altre che l’hanno preceduta in questa settimana: sin dalle prime battute le formazioni senza uno sprinter hanno provato a far nascere la fuga decisiva. Italia e Norvegia si sono assunte il compito di bloccare ogni azione.

Quando mancano 10 chilometri alla conclusione, Boasson Hagen prova a far saltare il banco. Se ne va in compagnia del belga Jens Keukeleire e del russo Nikolay Trusov. L’azione viene annullata a meno di 2 chilometri dal traguardo, ma il norvegese non ci sta, rilancia e taglia lo striscione dell’ultimo chilometro con una manciata di secondi sul gruppo. Inevitabile, quindi, che entri in azione il treno dell’Italia che prepara la volata a Viviani, con l’epilogo già raccontato.

 

 

La medaglia d’argento nella sostanza premia un corridore che ha sempre fatto dell’attaccamento alla maglia azzurra la sua personale cifra stilistica. Anche se l’occasione era ghiotta e le cose si sono messe come speravamo, l’aver perso al fotofinish da un corridore come Kristoff non può suonare come una sconfitta. Le volate sono questioni di attimi e dettagli. Oggi è andata così, ma già da domani si torna in strada per una nuova sfida. Questo vale per Elia ma anche per lo stesso Kristoff, che adesso ha la ghiotta occasione di poter ripetere quanto realizzato da Sagan lo scorso anno, ovvero l’accoppiata titolo Continentale e Mondiale. A settembre, infatti, la prova iridata si correrà a Bergen, in Norvegia. C’è da credere che la coppia di nemici-amici Kristoff-Boasson Hagen non se la lasceranno sfuggire, date anche le caratteristiche del tracciato.

BILANCIO FINALE - Chiudiamo questi Europei con un bottino di 2 medaglie d’oro (Elena Pirrone nella cronometro juniores e Michele Gazzoli nella prova in linea juniores), ben 3 argenti (Viviani, Bronzini e Paternoster nella crometro) e 1 bronzo (Paternoster nella prova in linea), oltre a 3 quarti posti. Nel medagliere siamo terzi, dopo la Danimarca (autentica dominatrice di questa rassegna) e Olanda, davanti a Norvegia e Belgio. Saliamo sul podio in ben 5 diverse gare sulle 12 in programma sia nella prova in linea che a cronometro. Questi elementi, già da soli, evidenziano un bilancio positivo della trasferta di Herning. A questo, però, dobbiamo aggiungere uno forse più importante: le nostre Nazionali hanno corso sempre da protagoniste, esaltando uno spirito di squadra che ci ha permesso di confermare, nelle singole specialità, il ruolo di Nazione di riferimento, com’è tradizione del ciclismo italiano.

 

ORDINE DI ARRIVO
1) Alexander Kristoff (Norvegia) 5h 41’ 10”
2) Elia Viviani (Italia)
3) Moreno Hofland (Olanda)
4) Pascal Ackermann (Germania)
5) Luka Mezgec (Slovenia)
6) Edward Theuns (Belgio)
7) Aksel Nommela (Estonia)
8) Ivan Garcia Cortina (Spagna)
9) Pawel Franczak (Polonia)
10) Michal Kolar (Slovacchia)
21) Fabio Sabatini (Ita)
66) Roberto Ferrari (Ita)
68) Jacopo Guarnieri (Ita)
86) Salvatore Puccio (Ita)
88) Davide Ballerini (Ita)
96) Davide Cimolai (Ita)
110) Simone Consonni (Ita)
Ritirato: Filippo Ganna (Ita)


IL MEDAGLIERE FINALE
NAZIONE: Oro-Argento-Bronzo

Danimarca: 4 - 4 - 1
Olanda: 3 - 0 - 2
Italia: 2 - 3 - 1
Norvegia: 2 - 2 - 0
Belgio: 1 - 1 - 1
Polonia: 0 - 1 - 0
Germania: 0 - 0 - 2
Francia: 0 - 1 - 1
Irlanda: 0 - 0 - 1
Gran Bretagna: 0 - 0 - 1
Svizzera: 0 - 0 - 1
Russia: 0 - 0 - 1

 

Ufficio Stampa FCI